Fiera del turismo 2020

Un paio di settimane fa sono stato ad una fiera del turismo organizzata dall'ente del turismo spagnolo; ho parlato con tanti professionisti del settore, mi hanno raccontato della Paella di Valencia, del fatto che l'alcolico per eccellenza è il GinTonic e non la sangria che invece rifilano solo ai turisti, mi hanno mostrato l'incredibile bellezza di Bilbao e tutto il suo verde, alcune delle più incredibili tappe del cammino di Santiago, delle architetture dell’Andalusia, il divertimento della Costa del Sol o delle isole Baleari, abbiamo riso e ci siamo dati la mano, tutto questo senza mascherina.

State pensando che sono impazzito vero? Che ho le visioni e la mia psiche da operatore del settore turistico è ormai compromessa da questo 2020. Invece no, tutto questo è successo davvero ma è successo virtualmente al “VRSPAGNA20” organizzato dall’ente del turismo spagnolo con ADV Training come media partner.

Per 3 giorni ci siamo visti attraverso i nostri avatar su un’isola virtuale con tutti i comfort, dal campo da calcio alle sale meeting, agli auditorium, senza farsi mancare spiagge attrezzate per la festa e parchi pieni di alberi virtuali dove prendere una boccata d'aria virtuale dallo stress lavorativo, quello reale, che una grande fiera con tanti appuntamenti di lavoro e di confronto in ogni caso porta. Questa è stata la grande fiera sul turismo spagnolo in VR che abbiamo vissuto ed oggi ve la raccontiamo.

Più di 50 espositori e circa 3 ore di conferenza al giorno, nell’auditorium ci hanno impegnato dalle 9.30 alle 18.30 per 3 giorni consecutivi. Avevamo in programma 36 appuntamenti dove dovevamo recarci ai vari stand per scoprire cosa gli operatori turistici spagnoli ci volessero mostrare.

L’impegno non è stato da poco in realtà. Con tutte le difficoltà del mondo virtuale, ma tutto questo è stato gestito in maniera ottima dall’ente del turismo spagnolo. Abbiamo creato i nostri avatar, mettendoci tutto lo stile possibile per non passare inosservati e siamo sbarcati sull’isola, da lì ci siamo recati allo spazio dedicato agli stand e dopo qualche minuto di confusione tra la posizione degli stand ed i nostri appuntamenti, siamo riusciti ad ingranare e a presentarci agli operatori spagnoli: è stato bello ed amaro allo stesso tempo, un piacere di essere di nuovo, dopo tanti mesi fuori dal circuito internazionale, in contatto con le altre lingue ed il piacere di sentire il racconto appassionato di chi cerca di trasmettere la passione per la sua terra, l’amaro di doverlo fare così, a distanza, attraverso lo schermo, con tutte le difficoltà di microfono che non funzionavano e video che facevano fatica ad avviarsi, ci ha ricordato quando avevamo la liberta di sorriderci.

Ma per adesso va bene così, è stato divertente ed istruttivo, abbiamo scoperto e riscoperto tante cose sulla Spagna e non vediamo l’ora di tornarci.

Lo spazio espositivo è notevole, un’isola piuttosto grande dove poter girare ed incontrarsi con altri professionisti, l’ascolto delle altre persone funziona a seconda della distanza che divide il nostro avatar a quello degli altri, poi ci sono le stanze “private” che sono definite con una linea azzurra sul pavimento, chi partecipa alla conversazione in questi spazi deve essere all’interno dello spazio definito dalla linea blu, microfono e cuffie sono sempre attive (a meno che voi di vostra volontà non li disattiviate) per far sì che l’interazione tra le persone sia più naturale possibile. Le postazioni per gli stand possono ospitare fino a 5 operatori alla volta ci pare di aver capito, ed è presente uno schermo con il quale gli operatori possono mostrare slide e video, hanno anche la possibilità di installare dei post-it ben visibili che magari spiegano che l’operatore si è dovuto allontanare dalla postazione ad esempio, il tutto è ben organizzato, soprattutto se avete qualche dimestichezza con il mondo online dei videogiochi, ma alla fine si impara in fretta. Ma c’è una cosa che non mi va proprio giù, abbiamo parlato per 3 giorni di Gin e Paella, ma essendo tutto virtuale mi è rimasta la voglia.



La manifestazione ci ha completamente assorbito, ma è stata piacevole. Alla fine ci siamo anche visti per una festa in abito bianco in stile Ibiza con tanto di fuochi d’artificio.



Qualcuno ha detto che questo sarà il nuovo modo di incontrarsi dopo questo 2020, noi non lo crediamo. Ci è piaciuta questa fuga, ringraziamo l’ente del turismo spagnolo che ce lo ha concesso, ma non ha niente a che fare con il potere che ha il contatto umano, lo scambio e la complicità che si crea in una fiera reale, il peso dei cataloghi e del materiale informativo e quel “non so che” che si crea tra le persone.



Siamo viaggiatori, siamo scopritori e viviamo di emozioni, abbiamo bisogno di tornare a vivere.



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